Il cimitero dei bambini dimenticati. Di Rosa Francesca Di Meo
Quando si parla del **"cimitero dei bambini dimenticati"** in Scozia, ci si riferisce a uno dei capitoli più dolorosi e controversi della storia istituzionale del Paese: il caso dell'ex orfanotrofio di **Smyllum Park**, a Lanark (nella regione del Lanarkshire).
La vicenda è emersa con tutta la sua gravità nel **2017**, grazie a un'inchiesta giornalistica della BBC e del quotidiano *Sunday Post*, che ha svelato una realtà drammatica rimasta sepolta per decenni.
### La scoperta e i numeri della tragedia
L'orfanotrofio di Smyllum Park è stato attivo per più di un secolo, dal **1864 al 1981**, gestito dalle suore cattoliche delle *Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli*. In questo lasso di tempo la struttura ha ospitato oltre 11.600 bambini svantaggiati, orfani o provenienti da famiglie in gravi difficoltà economiche.
L'inchiesta ha rivelato che nel vicino cimitero di **St. Mary**, in un'area non contrassegnata e priva di lapidi individuali, sono sepolti i corpi di almeno **402 bambini**.
> **Il contrasto che ha ferito l'opinione pubblica:** Mentre le suore e il personale dell'istituto deceduti negli anni avevano tombe curate e lapidi con i loro nomi, i bambini venivano sepolti nell'anonimato di una fossa comune, senza nulla che ne ricordasse l'esistenza.
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### Di cosa morivano i bambini?
L'analisi dei certificati di morte storici ha rivelato che la maggior parte dei piccoli è deceduta per cause che oggi definiremmo naturali o facilmente trattabili, ma che all'epoca (soprattutto tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento) erano letali:
* Tubercolosi
* Polmonite e pleurite
* Malnutrizione e influenza
Tuttavia, il dato che ha sconvolto i ricercatori è l'età delle vittime: **circa un terzo dei bambini sepolti aveva un'età uguale o inferiore ai 5 anni**. Inoltre, la frequenza dei decessi era impressionante, con una media di un bambino morto ogni tre mesi nei periodi di massima attività della struttura.
### Le denunce di abusi e l'inchiesta ufficiale
La scoperta del cimitero non è stata un fulmine a ciel sereno. Due ex residenti dell'orfanotrofio, **Frank Docherty** e **Jim Kane**, avevano iniziato a denunciare fin dai primi anni 2000 i terribili abusi fisici e psicologici subiti all'interno della struttura (pestaggi, umiliazioni pubbliche e punizioni corporali severe).
Nel 2003 i due uomini avevano individuato la zona del cimitero in cui sospettavano fossero sepolti i loro vecchi compagni. All'epoca, l'ordine religioso dichiarò che nei registri risultavano solo 120 o 158 bambini sepolti in quel lotto. L'inchiesta del 2017 ha invece dimostrato che i numeri erano più che raddoppiati, dando tristemente ragione ai due testimoni, deceduti proprio pochi mesi prima che la verità venisse a galla.
Il caso è finito al centro della **Scottish Child Abuse Inquiry** (l'organo ufficiale istituito per indagare sugli abusi storici sui minori nelle istituzioni scozzesi), sollevando un enorme dibattito nazionale sul modo in cui lo Stato e le istituzioni religiose gestivano i bambini più vulnerabili nel secolo scorso. Oggi, quel luogo non è più un segreto, e diverse associazioni di sopravvissuti e familiari si battono affinché ogni singolo nome di quei 402 bambini venga ricordato con dignità.
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