Le bambole rotte che nessuno voleva aggiustare. Di Rosa Francesca Di Meo
"Le bambole rotte che nessuno voleva aggiustare" Il manicomio dei bambini. Storie di istituzionalizzazione di Alberto Gaino, edizioni Gruppo Abele, non è un libro. È un pugno nello stomaco che arriva puntuale, pagina dopo pagina. Di cosa parla Gaino, giornalista de La Stampa, ricostruisce il fenomeno dei minori internati negli istituti psichiatrici italiani prima della Legge Basaglia del 1978. Al centro c’è l’inferno di Villa Azzurra a Torino, diretta dal medico soprannominato “l’elettricista” per il suo uso sistematico dell’elettroshock sui bambini. Nel 1967 erano 200mila i minori rinchiusi: bambini “scomodi”, abbandonati, poveri, irrequieti, bollati come irrecuperabili. L’autore racconta le storie di Maria, legata nuda al letto in una foto dell’Espresso del 1970 che scosse l’Italia, di Alberto B., bambino di 8 anni “di spiccata intelligenza” finito a Villa Azzurra solo perché orfano e vivace, di Saverio, Libero, Aldo e di un esercito di “invisibili”. Perché leggerlo...