La leggenda del teschio con le orecchie: la reliquia più pregata dai napoletani . Di Rosa Francesca Di Meo

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Dove i vicoli si fanno più stretti e tortuosi si nasconde la chiesa di Santa Luciella ai Librai. Luogo di culto di un'antica e segreta confraternita detta dei "Maestri Piperni". Riportata alla luce ci mostra i suoi tesori, e le sue viscere ci svelano la sua cripta dove da secoli riposano i silenti chiamate anche "anime pezzentelle".
Li nel silenzio che odora di terra santa , tra i resti di ossa e scolatoi c'è lui, con la sua strana ombra " teschio con le orecchie" il re dell' ipogeo. La sua storia è legata al culto delle anime pezzentelle ; ovvero quelle anime dei corpi che non hanno avuto una degna sepoltura e che vorrebbero lasciare il purgatorio e raggiungere cosi la luce eterna. Ma questo può solo avvenire attraverso le preghiere dei vivi. Ciò avveniva anche attraverso le messe in suffragio per i morti. Ma nel caso che non avevano più parenti vivi, c'era qualcuno che  si prendeva cura dei suoi resti mortali, adottava il teschio o quello che ne rimaneva in cambio di grazie. Se il morto esaudiva le richiese del vivo che lo aveva adottato oltre alle messe,e le preghiere il vivo costruiva una teca di vetro dove deponeva le ossa o il teschio venerandolo come un santo. Analizzato la storia dei vari teschi quello con le orecchie risulta appartenere ad un uomo di fine settecento di età tra i 40-50 . Aveva una malformazione. Il popolo ingenuo credeva che fossero "orecchie" cartilagine mummificata ,ma, col passare dei secoli le ossa si sono aperte assumendo le sembianze di orecchie. 



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