Il fascino delle chiese sconsacrate. La mitica chiesa di Santa Croce detta del Purgatorio. Di Rosa Francesca Di Meo

La Chiesa di Santa Croce, detta del Purgatorio (originariamente intitolata a Santa Maria della Pietà) si trova in Via Guglielmo Marconi, 1 a Pozzuoli, lungo le antiche Rampe Causa (ex Rampe Generale Tellini), proprio ai piedi dello storico Rione Terra.
**Storia e Origini**
L'edificio fu costruito nel 1639 per volontà della Confraternita della Buona Morte e del cardinale spagnolo Martin De Leòn y Càrdenas, una figura centrale per lo sviluppo barocco del territorio. I confratelli, vestiti con il caratteristico "sacco nero", si riunivano in questo luogo la domenica e nei giorni festivi per recitare l'ufficio dei defunti, ponendo la chiesa come un vero e proprio centro per la preghiera e il suffragio delle anime del Purgatorio.
**Architettura e Opere Interne**
La chiesa si sviluppa secondo uno stile prettamente barocco. L'accesso avviene tramite una piccola scala tortuosa che conduce a una facciata lineare in stucco bianco:
 * **Struttura:** Presenta una pianta a croce latina a navata unica, coperta da una volta a botte ribassata. La zona dell'ingresso è impreziosita da due putti in stucco che reggono un festone, mentre il transetto, delimitato da colonne ioniche, è sormontato da una piccola cupola.
 * **Calendario Eucaristico Perpetuo:** Lungo le pareti della navata si trova uno degli elementi più suggestivi della struttura: un calendario che indica, per ogni giorno dell'anno, l'anima o il fedele specifico per cui bisognava rivolgere le preghiere.
 * **Cripta e arredi storici:** Al di sotto della chiesa vi è una piccola cripta affrescata, sebbene il tempo abbia portato al crollo di parte del solaio. Notevole è anche la cantoria lignea che ospita un organo costruito nel 1780 da Francesco Cimmino, caratterizzato da originali decorazioni arabescate.
**Stato Attuale**
Oggi l'edificio è sconsacrato ed è di proprietà del comune di Pozzuoli. Sebbene prima della chiusura definitiva venisse utilizzato per organizzare mostre, eventi culturali e dibattiti, attualmente si presenta abbandonato e con le porte sigillate. Nei pressi della facciata esterna, in forte contrasto con l'architettura seicentesca, sono comparsi alcuni murales contemporanei: tra questi spicca un simpatico teschio sorridente che indossa un cappellino da rapper, quasi a voler rappresentare un moderno e ironico *memento mori* per riaccendere l'attenzione su questo luogo dimenticato.

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