il teatro delle marionette di Palermo e Renato Guttuso
Il teatro delle marionette di Palermo non è quello dei fili. È l'Opera dei Pupi, ed è una cosa molto più rumorosa, epica e popolare. Renato Guttuso ci è nato in mezzo, e ci è tornato da grande da artista.
1. Cos'è l'Opera dei Pupi di Palermo
È il teatro tradizionale delle marionette siciliane, nato agli inizi dell'Ottocento, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità nel 2008.
Cose che la rendono diversa da tutte le altre marionette europee:
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Non era teatro per bambini. Era la Netflix dell'800 per operai e artigiani: serate a puntate, duelli, tradimenti, amori, con il pubblico che tifava e sapeva le battute a memoria.
A Palermo oggi la tradizione è viva grazie a famiglie storiche di pupari. Due poli da segnare:
Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino – in Piazzetta Antonio Pasqualino, ha più di 5.000 pezzi da tutto il mondo, ed è il centro di ricerca sull'Opera dei Pupi. Qui si tengono spettacoli tutto l'anno.
Teatro Figli d'Arte Cuticchio – via Bara all'Olivella – fondato il 18 luglio 1973 da Mimmo Cuticchio. È il teatro storico dei pupi a Palermo, ancora attivo. Dal 15 marzo al 27 dicembre 2026 c'è la rassegna "Domenica con i Pupi al Teatro Kemonia", organizzata proprio con Franco Cuticchio 468041100984976623
Se vuoi vedere uno spettacolo dal vivo adesso: al Museo Pasqualino fino al 14 giugno 2026 c'è "LE MILLE E UNA DONNA" di Alberto Nicolino, e fino al 23 maggio "L'Orlando Furioso fatto a pezzi". 468041100984976623
2. E che c'entra Renato Guttuso?
Tutto. Renato Guttuso, nato a Bagheria nel 1911, è cresciuto con i pupi.
Da ragazzo andava all'opera dei pupi di Don Gaetano Canino a Bagheria, e quell'immaginario cavalleresco, violento, coloratissimo, popolare, non lo ha mai lasciato. Lo ritrovi per tutta la sua pittura: i corpi in lotta, i colori squillanti, il realismo crudo.
Il punto di incontro diretto arriva negli anni '70, con Mimmo Cuticchio:
I cartelli. I teatri dei pupi esponevano fuori dei grandi cartelloni dipinti a mano per annunciare la puntata della sera: "La morte di Orlando", "Il tradimento di Gano". Guttuso, che adorava quell'arte popolare, ne disegnò alcuni per Cuticchio. Sono cartelli da cantastorie, con cavalieri e draghi, fatti con la sua mano ma con lo spirito dei pittori di carretti siciliani.
La scenografia per l'Opera dei Pupi. Nel 1973, per l'apertura del Teatro di via Bara all'Olivella, Cuticchio coinvolge Guttuso. Guttuso firma bozzetti, fondali e sipari per gli spettacoli dei pupi, portando la pittura colta dentro il teatro popolare. È un'operazione voluta da entrambi: salvare l'Opera dei Pupi dalla scomparsa, facendone arte contemporanea senza snaturarla.
Il Museo Pasqualino. Antonio Pasqualino, chirurgo e antropologo palermitano, fonda nel 1975 il Museo internazionale delle marionette proprio con Cuticchio e con Guttuso tra i sostenitori. Molti dei bozzetti e dei cartelli di Guttuso per i pupi sono conservati lì, ed è il posto migliore per vederli oggi.
In breve: per Guttuso i pupi non erano folklore. Erano la sua radice visiva. Lui diceva che l'Opera dei Pupi era "il teatro totale del popolo siciliano". E i pupari lo hanno sempre considerato uno di loro, tanto che Cuticchio lo chiama ancora "il nostro pittore".
Se vai a Palermo, fai così: pomeriggio al Museo Pasqualino per vedere i pupi e i bozzetti di Guttuso, sera alle 18.30 da Cuticchio in via Bara per sentire le spade che sbattono davvero. È l'unico posto dove il Furioso è ancora furioso.
Vuoi che ti cerchi il calendario preciso dei prossimi spettacoli dei Cuticchio per quando sei in zona Napoli/Palermo?
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